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”Padiglione con tetto di coni compenetrati”. DEPERO, Fortunato.

  • ”Padiglione con tetto di coni compenetrati”.
  • ”Padiglione con tetto di coni compenetrati”.
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DEPERO, Fortunato.
”Padiglione con tetto di coni compenetrati”.
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  • Codice (da fornire per ordini telefonici):
    98591
  • Autore:
    DEPERO, Fortunato.
  • Titolo:
    ”Padiglione con tetto di coni compenetrati”.
  • Casa Editrice:
  • Anno:
    1923/24.
  • Stato di Conservazione:
    Più che buono.
  • Descrizione fisica:
    Matita su carta di 23,5x31 cm.
  • Note:
    Fortunato Depero nasce a Fondo in provincia di Trento nel 1892. Molto presto si trasferisce con la famiglia a Rovereto dove frequenta un istituto a indirizzo tecnico e artistico. Il suo tirocinio avviene presso lo studio dello scultore Scanagatta. Nel 1913 si trasferisce a Roma con Rosetta Amadori, compagna che sarà al suo fianco per tutto l'arco della vita. A Roma Depero conosce Balla e Marinetti. Nel 1914 realizza una serie di disegni ispirandosi alla simultaneità e al dinamismo di Umberto Boccioni. Nel 1915 firma insieme a Giacomo Balla il Manifesto di Ricostruzione Futurista dell'Universo. Lavora per il regista Sergeij Diaghilev realizzando le scenografie del balletto "Le chant di rossignol" di Igor Strawinskij. E' il periodo in cui incontra Coctecu, Picasso, Clavel."<br>Nel 1919 l'artista rientra con la moglie a Rovereto dove inaugura la "Casa d'Arte Futurista Depero", un sorta di laboratorio di produzione di tarsie in panno, collages e oggetti d'arte applicata. Nel 1923 partecipa alla "I Mostra Internazionale d'Arte Decorativa" di Monza. A partire dal 1925 hanno inizio le fortunate partecipazioni di Depero alle esposizioni internazionali come l'Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes. Nello stesso anno è a Parigi. Nel 1927 pubblica Depero-Dinamo Azari, il famoso libro imbullontato, primo esempio di libro futurista. Nel 1928 parte per New York dove tiene alcune esposizioni presso gallerie private, ma soprattutto opera come interior designer, scenografo e costumista, pubblicitario e illustratore. Nel 1930 torna in Italia: l'anno seguente è a Roma alla "I Quadriennale Nazionale d'Arte", successivamente alla Biennale di Venezia e poi alla V Triennale di Milano. Nel 1948 sbarca nuovamente a New York dove tiene due personali. Rientrato in Italia si applica alla decorazione della Sala del Consiglio Provinciale di Trento. Nel 1950 pubblica il Manifesto della Pittura e Plastica Nucleare. A partire dal 1957 si dedica all'allestimento della Galleria Permanente Museo Depero a Rovereto, istituzione fondata in collaborazione con il Comune. L'opera all'atto dell'acquisto verrà fornita di autentica di Maurizio Scudiero.
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