Donne di Chioggia ed invalidi al mare. BIANCHI, Mosè - TURLETTI, Celestino.
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CODICE PRODOTTO: 133087
- Autore:
BIANCHI, Mosè - TURLETTI, Celestino. - Titolo:
Donne di Chioggia ed invalidi al mare. - Casa Editrice:
Calcografica Lovera, Torino - Società per le Belle Arti ed Esposizione permanente, Milano. - Anno:
1888. - Stato di Conservazione:
Molto buono. - Descrizione fisica:
Acquaforte su carta di cm 41x32 in bella cornice cova di cm 90x75. - Note:
Questa stampa è stata edita direttamente dalla celebre "Società per le Belle Arti ed Esposizione permanente di Milano" come dono d'arte annuale destinato esclusivamente ai soci per l'anno 1888. Le Società di Belle Arti dell'epoca usavano commissionare a grandi artisti ed incisori delle opere a tiratura limitata e di altissimo pregio per autofinanziarsi e diffondere la cultura artistica. Mosè Bianchi (Monza, 1840 – Monza, 1904). Figlio d'arte (il padre Giosuè era pittore), dopo gli studi tecnici si iscrisse nel 1856 all'Accademia di Brera a Milano. Qui studiò sotto la guida di Giuseppe Bertini e strinse amicizia con i futuri protagonisti della Scapigliatura (Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Filippo Carcano). Nel 1859 interruppe temporaneamente gli studi per arruolarsi come volontario garibaldino nei Cacciatori delle Alpi. Iniziò con la pittura romantica a sfondo storico (celebre la sua Congiura di Pontida del 1862). Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni, che gli permise di viaggiare e studiare a Venezia, Roma e Parigi, dove rimase affascinato dal colorismo veneto e dalla pittura di genere francese. Divenuto un pittore di grandissimo successo e consigliere di Brera, si dedicò a enormi cicli di affreschi (come alla Stazione Reale di Monza) e alla produzione di scene di genere e marine. A partire dal 1879 scoprì Chioggia e la sua laguna, che divennero uno dei suoi temi preferiti, riprodotto in tele e acquaforti straordinarie per la resa della luce e della vita popolare della costa adriatica. Nel 1898 venne nominato direttore dell'Accademia Cignaroli di Verona, ma nel 1899 una grave malattia lo debilitò fino alla morte, avvenuta nel 1904. Celestino Turletti (Torino, 1845 – Torino, 1904) è stato un celebre pittore di genere e uno dei più stimati acquafortisti italiani della sua epoca, specializzato nel tradurre su lastra di metallo i capolavori dei grandi pittori contemporanei. Sotto la guida di Agostino Lauro si appassionò alla calcografia e si trasferì poi a Firenze per perfezionarsi con Adolfo Bignami. Nel 1869 fu tra i fondatori de "L'Acquaforte", la Società degli acquafortisti italiani a Torino, che diede un enorme impulso alla rinascita di questa tecnica in Italia. Come pittore ottenne un grande successo di pubblico grazie a quadri caratterizzati da una sottile e ironica comicità, focalizzati sulle piccole miserie della vita quotidiana (la cosiddetta pittura di genere). La sua eccezionale abilità tecnica come incisore lo rese il collaboratore ideale per i grandi maestri del tempo (tra cui proprio Mosè Bianchi), traducendo in bianco e nero le loro composizioni con una ricchezza di chiaroscuri e una fedeltà al segno uniche. Morì a Torino nel giugno del 1904.
